Cantata à voce sola Del Sig.r Cava.re Aless.o Scarlatti

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
2535
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
4 c. (29r-32v) ; 210x275 mm
Presentazione
Non applicabile

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Fa parte di
[30 cantate] (n. 2529)

Note

Tit. dall’intitolazione a c. 29r

Risorse web

Descrizione analitica

1.1: (recitativo, c)
S, Or che lungi son io dal mio bel foco
2.1: (aria, sol minore, c)
S, Un tormento così fiero
3.1: (recitativo, c)
S, Mie luci sventurate
4.1: (aria, la minore, c)
Portatevi ad Irene

Trascrizione del testo poetico

Or che lungi son io dal mio bel foco
Sento più ardor che quando gl’era appresso.
Ah, mentre a me concesso
Fu l’ardor de’ begl’occhi aver presente,
L’aura soave e spesso
De’ le dolci parole era il ristoro
A la mia fiamma ardente.
Ma poi ch’ella è partita,
Il solo ardor non il ristor mi giunge,
Che il mal’io provo et il rimedio è lunge.

Un tormento così fiero
Dimmi tu, bendato arciero
Quando mai finir dovrà.
Ah, che morte sol m’avanza,
Se in sì cruda lontananza,
L’alma mia viver non sa.

Mie luci sventurate
Se a veder non giungete
La lontana Beltade,
Per cui forse piangete:
Fate cader le lagrime a torrenti,
Su quest’acque correnti
Ch’almeno andranno a lei prima che al mare;
Sia pronto il lagrimare
Ove il vedere è tardo
E giunga il pianto ove non giunge il guardo.

Portatevi ad Irene
Mie lagrime amorose,
Così de’ le mie pene
Pietate forse avrà.
Voi diteli ch’io moro
Se presto a me non torna:
Lontan da lei ch’adoro
Il cor da me sen va.

Collocazione

Biblioteca
I-Nc — Napoli, Biblioteca del Conservatorio Statale di Musica "San Pietro a Majella" (dalla scheda superiore)
Segnatura
34.5.9/8

Repertori bibliografici

Hanley 1963: n. 517

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate