Di Rosanna
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Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Solcare il mar tranquillo
Allor che spira in ciel placido vento
Non è gloria all’intrepido nocchiero,
Ma il liquido sentiero
Quando più freme l’onda e’l ciel s’adira
Passar con alto orgoglio
Né spaventar fiera procella o scoglio
E sprezzar il furor del flusso amaro.
Questa è virtù, questo è valor ben chiaro.
Così d’amabil viso,
Che giri sguardi placidi e sereni
Arder beato amante è poco vanto,
Ma di sembiante irato
Sostener la fierezza e il crudo sdegno.
Questo è praggio ch’avvanza in fra gli amanti,
Ogn’altro pregio, è glorioso, e degno.
S’alla crudel tempesta
E’ intrepido il nocchiero,
Un vento lusinghiero
Al fin lo guida in porto
E lo consola.
E di sembiante irato,
Soffrendo un cor lo sdegno,
Al fin d’amor nel regno
Giungea a goder la pace
E al duol s’invola.
Così avviene al cor mio
Ch’al fiero sdegno e rio
D’Amarilli crudel vie più s’infiamma.
Già d’amorosa fiamma
Arde l’anima mia
E incenerir desia
Prima ch’estinto resti il caro foco,
L’ardor non trova loco,
In questo petto mio che non avvampi
E di quel ciglio ai lampi
Morte non teme, anzi la vita sprezza
Pur che quali il nocchiero
In tempestoso mar spiega le vele
Arder, si vegga e incenerir fedele.
Corre al lume, bench’arda le piume,
La farfalla che adora la face
E quest’alma sol spera la calma
Al perir nell’ardor che le piace.
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Musica manoscritta
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