Cantata à Voce Sola del Sig.r Aless.ro Scarlatti
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Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Quando credea il core,
Doppo lungo servir duro penare,
I sospirati e cari
Dell’idol mio crudel goder gl’affetti,
Con rigidi dispetti,
Con spietati rigori
Spera, spera mi disse,
O pena, o pena, o mori.
Vuol ch’io speri e vuol ch’io mora
La tiranna mia beltà.
Collo stral di cruda morte
Col rigor di dura spene
Mi condanna a doppie pene
La sua fiera crudeltà.
S’è pur ver ch’in amore
Lusinghiera speranza
È veleno mortal d’amante core
Perché cruda spietata
Vuoi ch’io speri o che mora
Se la speme talor è morte ancora?
Bastava dirmi spera
Per farmi poi morir.
Tormento d’un seno
D’un alma è veleno
La spene del bene,
Ch’è tardi al gioir.
Or se lunga speranza
Con più lungo martir un’alma uccide,
Mori, mori cor mio!
Che sia meglio morire
Che sperar di goder e poi morire.
Risolvo di morire
E la mia morte sia
Pace del’alma mia
Meta agl’affanni.
Se vaga di mie pene
M’alletti con la spene,
Trovo ne’ vezzi tuoi
Lusinghe e inganni.
Collocazione
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore