Cantata à Voce Sola Del Sig:r Attilio Ariosti
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Augelletto garruletto,
Che con piuma vagabonda
Spieghi il vol di fronda in fronda.
Guarda il visco, guarda il laccio,
Guarda il fulmine d’un braccio,
Fuggi, vola ad altra sponda.
Ma scherzi nel periglio,
Nè curi il mio consiglio
E par, che mi rispondi:
Ah, folle Amante,
Perchè d’un crin vagante
Non schivi il laccio e non difendi il core
Da gli strali d’Amore?
Ah, che del mio più grave è il tuo periglio!
Prendi da un Augellin, prendi consiglio.
Dalle reti d’un bel crine
E dal fulmine d’un guardo,
Ah, non solo io non mi guardo,
Ma il mio mal cercando vò.
Augellin di me più saggio,
Quando scorge le ruine,
Ha più senno e più coraggio
Nel fuggir, se fuggir può.
Così son io d’un Augellin più stolto.
Ei fugge il colpo e il laccio et io son colto.
Collocazione
Immagini
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore