Del Sig.r Alessandro Scarlatti.
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
O sol degl’occhi miei,
Trofeo di mia costanza,
Gloria del mio penar, Filli adorata!
Filli, che fosti e sei
L’unica mia speranza,
De miei puri desir meta bramata,
Or che sorte spietata
Niega all’avido sguardo il tuo bel seno,
Volgiti à me con la memoria almeno!
Ti ricordo, ò Filli amata,
Che se fido t’adorai,
Più da lungi io t’amo ancor.
E mia fè da te sprezzata
Non tributa ad’altri rai
La costanza ed il candor.
Nò, che già mai farà, ch’io sia infedele,
Lontananza crudele.
Che se lungi da te rivolsi il piede,
Serbo intatta la fede
E per virtù d’innamorata mente,
Sempre ti sto vicino e ogn’or presente.
So, ch’à forza il pensier mio
Di condurti, ò cara, à me.
Mà non so, se il tuo desio
Faccia mai, ch’io giunga à te.
Mà cesserà l’esiglio empio, inhumano,
Che star non può lontano
Da te il mio cor, caro adorato Nume.
Troppo è strano costume,
Che disgiunto si trove
Qui il simulacro e l’Idolatra altrove.
Per te vive e per te more
Il mio spirto innamorato,
Ò mia bella Deità.
E se à te non fò ritorno
Di mia vita all’ultim’ore,
Mi trarrà crudele il Fato,
Ch’io già sento quel tormento,
Ch’a morir giunger mi fà.
Collocazione
Immagini
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore