La pastorella mia spietat’ e rigida
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Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
L’ultimo verso dell’aria, secondo le indicazioni poste sulla partitura, è da cantarsi "sopra la replica". Il testo è tratto da Jacopo Sannazaro, I-Fn, Palat.51.
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Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
La pastorella mia spietat’e rigida
Che nott’e giorn’ al mio soccorso chiamola
Si sta superba più che giaccio frigida.
Ben sanno questi boschi quant’io amola
Sannolo fiumi, monti, fior ed uomini
Ch’ogn’or piangendo e sospirando bramola.
Sallo quante fiati il dì la nomini
Il gregge mio che già tutte ore ascoltami
O ch’egli in selva pasca o in mandria [...].
E che rimbomba e spesso indietro voltami
Le voci che sì dolci in aria suonano
E nell’orecchie il ben nome risoltami.
Quest’alberi di lei sempre ragionano
E nelle scorze scritta la dimostrano
Ch’a pianger spesso ed a cantar mi spronano
Per lei li tori e gli arieti giostrano.
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Bibliografia
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Musica a stampa
Scheda inferiore