In amor ciascun non gode
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Già deposte le spoglie
Del luminoso Dio, pallido il cielo,
Con notturne gramaglie
Preparava il feretro al giorno estinto
E con pompa funesta
Su l’Etra s’accendean mille facelle
Per deplorare il già perduto lume
Quando in braccio al suo bene
Un contento amatore
Fra gioie e vezzi accolto
Così disse in mirar tenero volto:
Care guance, vezzose pupille
Non mi fate già più sospirar
Sotto scorta di luci tranquille
Cessai pure alla fin di penar.
Care guance, vezzose pupille
Non mi fate già più sospirar.
Ahi di perfido Nume
Troppo avare vicende
Che giovano i sospiri
A che serve la speme
Se dopo il consumar lustri di duolo
Altri langue, altri spera e gode un solo.
Vorrei seguirti Amore
Ma dimmi poi godrò?
Non voglio crederti
Sei troppo perfido
Con finte lagrime,
Con falsi gemiti,
Che l’alma ingombrano
Scherzar non vuò.
Vorrei seguirti Amore
Ma dimmi poi godrò?
Ah che tu non rispondi ingrato amore
E sento dirmi al cor che poco giova
Lo servire a un bel volto
L’altrui poi gode il seno
E che il sarà alla gioia un cor consorte
Non sta in mano d’amor ma della sorte.
Alma mia cangia pensiero
Che in amor ciascun non gode
Se fortuna tien l’impero
Poco vale usar la frode.
Alma mia cangia pensiero
Che in amor ciascun non gode.
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