Bencini
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Bella rosa crudele
Dimmi che t’ho fatt’io,
Che sempre sì severa
Con rigoroso stile
In vece dell’odor porgi le spine.
Ma folle non m’avveggio
Che per gioia sì cara
È giore il patire
E ogni doglia m’è grata,
Purché termini al fin d’essermi ingrata.
Bella rosa cara cara
Non ricuso di patir,
Non ricuso di penar.
Purch’al fin de’ miei tormenti
Tu mi dica in dolci accenti
Di volermi consolar.
Ma se sorda tu sei
A miei prieghi a miei pianti,
Dirò con mesti accenti
Che la rosa dà sol spine pungenti.
Vaga, bella mia vezzosa
Tu sei rosa del mio cor.
Ma garreggi con li strali
Mentre fai piaghe mortali
Al mio cor che mai non posa
Per cagion del Dio d’amor.
Tempra, deh, tempra omai il tuo rigore
Se veder tu non voi
In lagrime stemprarsi il mesto core.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore