Cantata del Sig.r Carlo Cesarini

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
2146
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
12 c. ; 210x275 mm
Presentazione
Non applicabile

Filigrana

Relazioni

Fa parte di

Note

Tit. dall’intitolazione a c. 7r; num. delle pagine probabilmente coeva (13-35) e delle carte moderna a matita (7-18); c. 18v vuota

Descrizione analitica

1.1: (recitativo, c)
S, Tiranna lontananza
2.1: Tempo giusto (aria, La maggiore, c)
S, Torna Clori mio bene
3.1: (recitativo, c)
S, Non so se questo cor chieda la pace
4.1: Adagio (aria, re minore, c)
S, E' grand'il tormento
5.1: (recitativo, c)
S, Mi presagisce il core
6.1: (aria, La maggiore, 3/4)
S, Se goder non posso Clori
7.1: (arioso, La maggiore, c)
S, Altro che di vederti il cor non brama

Trascrizione del testo poetico

Tiranna lontananza
Sei tormento dei core,
Sei flagello d’amore,
E la tua tirannia
A bastanza cruciò l’anima mia;
O voi ruotanti sfere,
Che con eterno giro
Il giorno regolate,
Eto e Piroo sferzate
Acciò in brevi momenti
Scorrin delighi il giro,
Se fa l’ore più corte il biondo Dio,
Più presto tornerà la bella Clio.

Torna, Clori mio bene
A consolarmi il sen.
Mi dilegua le pene
Il volto tuo seren.
Il sol quand’è in distanza
All’or langue ogni fior
O, dura lontananza
Da’ pace a questo cor!

Non so se questo cor chieda la pace
Nel bramar che ritorni il suo bel sole,
Che di Delo la face
Quando a noi s’avvicina
Arde, e abbruggia il mondo,
Le piante inaridisce e secca il rio.
Ma che bramar degg’io?
Che mi consigli amore?
Torni pur il mio sole et arda il core!

È grand’il tormento
Portar sempre al core
Un dardo che punge,
Un nodo che stringe.
Ma il duolo che sento
Lontan dal mio amore,
Ch’all’alma mi giunge
A morire m’astringe.

Mi presagisce il core
Che la bella ver me rivolga il piede,
Or l’insolito ardore
Che prova il seno mio
È d’amor un desio
Che Clori a me ritorni.
Non siate nel venir giorni sì lenti,
Né voi per me sì pigre, ore e momenti!
Nel registro di tante e tante pene,
Quest’è quella ch’il cor più fere punge
D’aspettar chi si brama e mai non giunge.

Se goder non posso, Clori
Di vederla io bramo almen.
Pur ch’io miri il volto amato,
Resti pure il cor piagato,
Goda il ciglio e peni il sen.

Altro che di vederti il cor non brama
Deh, torna o cara a consolar chi t’ama!

Collocazione

Biblioteca
I-CBp — Campobasso, Biblioteca Provinciale "Pasquale Albino" (dalla scheda superiore)
Segnatura
Manoscritti Musicali 2/2

Immagini

Repertori bibliografici

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

Nella stessa raccolta