Con ingiuste querele
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Con ingiuste querele
Bella tu mi condanni
Menzognero non è fabro d’inganni
Un amante fedele
Ma ‘l tuo rigor ch’ogni rigor eccede.
Dà titolo di frode a ciò ch’è fede.
Non è fabro d’inganni e di frodi
Chi fra i lacci d’un crine restò
Ma chi seppe formare quei nodi
Quella fu che gl’inganni formò.
Ed io son menzogner d’inganni fabro?
Bella, non il mio cor, mente il tuo labro.
Si, si tu m’hai ingannato
Perfido traditor tu m’hai ingannato
Il ciel che ben rimira
Quest’alma che sospira
Contro di te sdegnato
Vibri ogni suo furor
Si, si tu m’hai ingannato
Perfido traditor tu m’hai ingannato.
Ma dove ahi, lassa, e dove
Mi trasporta del cor l’amaro affanno
Tacete, oh labbri miei, benché a mio danno
Sì feroci pensieri
Nella mente, oh crudel, tu chiuda ogn’ora
Non può quest’alma odiarti anzi t’adora
De’ tradimenti suoi
La colpa a te, cor mio
Pur or s’ascriva a te
Che la sì viva fiamma accogliesti
Ond’io tutta m’accesi.
E al bel nome di fè vinta mi resi.
Tu solo errasti,
Incauto core
Ch’a tanto ardore
L’ali avvampasti
Or piangi tanto
Che della fiamma sia maggiore il pianto.
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Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore