Cantata Del s.r G. F. Hendel
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Poichè giuraro Amore e Clori infida
Di farmi eterna guerra,
Tale e tanta si serra
Intorno al mesto core
Densa importuna nebbia di dolore,
Che dissipa e disperde
D’ogni mia speme il verde.
D’alte confuse dolorose strida
Fò risonar la più riposta selva
Sì, che ne teme e fugge
Ogni augello, ogni belva,
Ed io smarrito e solo
All’aure, à tronchi, à sassi
Così narro piangendo il mio gran duolo.
Figli di rupe alpestra,
Duri sassi, cangerassi
Forse un dì la nostra sorte?
Vi darà mano maestra
Forza, spirto e valore,
Ch’al furore vi torranno
Del tempo e della morte.
Io senza speme di cangiar mai tempre
Nel mio dolor sarò l’istesso sempre.
Sol nel mesto mio cuore
Col tempo il duol diverrà maggiore.
Ahi, che a sì dura sorte
Non può, lasso, sottrarmi altro che morte,
Ahi, che à miei danni intenta
Per me solo la morte è pigra e lenta.
Basterebbe à tor di vita
Mille cori il duol, ch’io sento,
Ne sì fiero aspro tormento
Al mio cor morte non dà.
Che la morte in lega unita
Cò nemici del mio cuore
Vuol di Clori, vuol d’Amore
Adular la crudeltà.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore