Cantata a Voca sola
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Amo Clori, ma dirle, che l’amo,
Solo bramo,
Ne’l posso dir.
Se per farmi più languir
La beltà, per cui mi moro,
Vuol, ch’io sol speri ristoro
Tacendo la cagion del mio martir.
E quando, Amore, e quando
Dall’amoroso cielo
Contro un fido amatore
Scoccasti mai più stravagante telo?
Ah, che se la mia Clori
Con rapire il cor mio
Da questo acceso seno
Fà, ch’io già venga meno,
Deh, mi concedi al mio pietoso dio,
Che possa dir morendo alzi (?) rivolto:
Clori, tu quella sei, ch’il cor m’ha tolto!
Ò quanto è dolce al cor
Della sua bella in sen
Sospirare ai sospiri
E dirle: Io moro.
Altro non chiedo, Amor,
Ch’in braccio al caro ben
Bacciar tuo strale
E poter dir: L’adoro.
Così dicea l’addolorato Eurindo,
Quando Clori gentil si vidde avvanti,
Che mossa da suoi pianti
In gioia fè cangiar gl’aspri tormenti
Con scior le labra à così dolce accenti:
Caro, non ti lagnar,
Caro, non sospirar,
Stringimi pure al sen, mà godi e taci.
E se tacer non vuoi
Sovra de labri tuoi,
Le voci io ben saprò fermar coi baci.
Collocazione
Immagini
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore