Cantata di Partenza del Sig.r Baron D’Astorga
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Descrizione
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Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Io parto, ò mio tesoro,
Io parto è ver ma teco
Resta di questo cor la miglior parte,
Io parto, e meco
Sol viene un rio martoro,
E in pensar, che ti lasciò
Io peno, e moro.
Vorrei, che nel mio seno
L’anima tua venisse,
E fida mi seguisse.
O pur potessi almeno
Tutto in sospir disciolto
Girarti intorno al volto,
Vedresti la mia fé.
Oh se lecito fosse
Di morire al tuo piè prima, ch’io parta
Lascerebbe il mio core,
Un esempio d’amore,
E nel sepolcro poi
Qualche pietosa mano
Scriverebbe così
Da chi il cor li rapì,
Quando partir dovea Tirsi morì.
Sento mancarmi il cor
Pensando che lasciar
Dovrò l’amato ben.
E’l fiero mio dolore
Fa l’anima penar
Languisco e vengo men.
Ma già del mio partir l’ora è vicina,
E del fatal momento,
Par che giunga il cimento,
S’allor parlar potessi,
Senti quel che direi: Clori adorata
Io parto, ò Clori e oppresso
Dal dolor che m’ingombra
I sensi e l’alma appena dir poss’io
Parto fedel, tu fida resta addio.
Collocazione
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Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore