Del s.r Gio. del Violone
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
La fortuna
Con eccessi di sventure
Tentò un giorno questo core.
Ma ne pure il dardo ordì,
Che in un punto si pentì,
Per invidia, ch’io potessi
Dimostrare il mio valore.
La fortuna
Con eccessi di sventure
Tentò un giorno questo core.
È la vita dell’huom un mare instabile.
Nave, che teme l’onda
O che veder non vuole il vento infido,
Pieghi le vele e si riposi al lido.
Navigar senza fortuna
È sventura e non difetto.
La grandezza del periglio
Fa più merito al consiglio,
Che s’imbruna
Del dolor l’etade ancora
E l’aurora apre al diletto.
Cieca non è la sorte mia, risplende
In due begl’occhi neri,
Che per voler dei fati
Son delle pene mie tiranni amati.
Ma il disprezzo sia pur la mia mercede,
Che il provar la mia fede
È merito, non pena al mio dolore.
La fortuna con eccessi di sventure
Tentò un giorno questo core.
Ma ne pure il dardo ordì,
Che in un punto si pentì,
Per invidia, ch’io potessi
Dimostrare il mio valore.
La fortuna con eccessi di sventure
Tentò un giorno questo core.
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Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore