Il Cignio
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Là, dove il bel Meandro
Con braccia tortuose in mille amplessi
Lega in argento le dorate Arene
Sul margine che sempre
Bacia e ribacia il cristallino labro,
Girava il bianco piede
La sirena dell’aria il giglio alato,
La Perla degl’Augelli Alba volante,
Il Cigno agonizzante
E in queste note unia nell’alte sponde
L’echo del rostro al mormorio dell’onde:
Fermati, ò sorte,
Di dove errò il mio cor.
Dunque, se canto,
Dovrà la morte
Per mar di pianto
Venir à me.
Perché così tanto rigor?
Fermati, ò sorte,
Di dove errò il mio cor.
Ditemi, stelle,
Chi m’accusò d’error?
La melodia
Di dolci accenti
Sarà agonia
Solo per me.
Perché così tanto rigor?
Ditemi, stelle,
Chi m’accusò d’error?
Le querele soavi udì la Dea,
Che con la tromba d’oro
Giva per l’orbe intiero
Seminando d’eroi nobil imprese
Et al suo proprio seno
Lo strinse amica e lo portò sul Reno.
Quivi reso immortale
Non più canta morendo,
Ma sempre vivo e glorioso e forte
Così s’ode d’ogni hor schernir la morte.
Per tormi dall’Ale
Il giro volante
Possanza bastante
Il Tempo non ha.
Col rostro fatale
Do bando agl’inganni,
Fò strage degl’anni,
Fò guerra all’età.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore