Dimmi o cor che brami Cantata XVII

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
1663
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
C.52r-55v
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Fa parte di
Cantate (n. 1589)

Descrizione analitica

1.1: (recitativo, c)
Dimmi o mio cor che brami
2.1: (aria, Sol maggiore, c)
Mi piagò d’amor lo strale e fatale
3.1: (recitativo, c)
Dunque se il rio destino e’l crudo fato
4.1: (aria, sol minore, c)
Cari lacci amate

Trascrizione del testo poetico

Dimmi o mio cor che brami
Se con si fieri insoliti rigori
Agitand0 il mio petto ognor m’affliggi?
Tu che solo ricetto
Di deliziee contenti esser dovresti
Mentre quel ben ch’adori
Arde con doppia fiamma?
E pur tu pien d’affanni
Ognor gemi e sospiri?
Sento ch’il cor dolente
A me così risponde
È ver che sono amato
Ma ti sovvenga alfin ch’io con piagato.

Mi piagò d’amor lo strale e fatale
La saetta in me vibrò
Che se bene il mio Fileno
Per me porta acceso il seno
Pure il fato rio spietato
A penar mi destinò.

Dunque se il rio destino e’l crudo fato
Vuol ch’io viva penando
Di che far ci poss’io?
Se fu solo tua colpa
Quando pr gl’occhi al core
Portasti la cagion del mio dolore?
Ah mio core infelice
Quanto t’inganni se tu pensi ch’io sia
Ministra de tuoi affanni
Perché il nume d’amore
Dagl’occhi di Fileno
Ti tramandò l’ardore
Ma non temer mio core
Armati di costanza
Ch’anch’io contenta e paga
Di mia sorte pur che m’ami
Fileno sprezzo la morte.

Cari lacci amate
Pene grate e dolce affanno
Per quel caro amato bene
Non son crude le catene
No ch’amor non è tiranno.

Collocazione

Biblioteca
I-Nc — Napoli, Biblioteca del Conservatorio Statale di Musica "San Pietro a Majella" (dalla scheda superiore)
Segnatura
33.2.14/17

Immagini

Repertori bibliografici

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

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