Cantata à Voce sola Del Sig.r Domenico Sarro
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Manoscritto proveniente dalla biblioteca musicale del Cardinale Pietro Ottoboni. Il copista Cafaro lavorava al Conservatorio della Pietà dei Turchini; v. GB-Mp, Ms.Q544 Bk51(10).
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Occhi del mio bel sol pupille care
Tanto leggiadri più quanto più neri
Come chiamar vi deggio à questo core
Vorrei che lo dicesse il Dio d’amore.
Dirò che siete stelle
Fregiate di splendor.
Vi chiamerò del volto
Due soli, che m’han tolto
Da questo petto il cor.
Calamite non sete,
Perché di ferro invece
Rapire il cor sapete.
E se neri voi siete, in voi la notte
Direi ch’abbia soggiorno.
Ma so ben, che per voi
Ho sempre lieto e più sereno il giorno.
Care faville,
Vive scintille
D’un dolce foco
Vi chiamerò.
Fonti d’ardore,
Nidi d’amore,
Chiari adamanti
Io vi dirò.
Ma se piaghe mortali
Voi formate nel cor, quando v’aprite,
Dirò, che siete strali,
Che consumate il cor, l’alma ferite.
Volò ne tuoi begl’occhi
Per riscaldarsi Amor.
Ma privo poi di lume
Si vidde e senza piume,
L’arciero feritor.
Se dunque abbaglia de vostr’occhi il lume,
Ne volger posso le mie luci altrove,
Poiché fanno di pianto un largo fiume,
Dirò che cieco io tornerò fra poco
O dal pianto ch’io verso, o pur dal foco.
Collocazione
Immagini
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore