Del Sig:r Boncini [!]
Pubblicato
Identificazione
ID scheda
1598
Titolo dell'opera
Forma musicale
cantata
Organico
Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo
Descrizione
Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
1 partitura
Presentazione
Partitura
Filigrana
Non rilevata
Relazioni
Fa parte di
[9 Cantate da camera]
(n. 1594)
Note
La cantata è stata copiata per il Cardinale Benedetto Pamphilj nel 1703.
Descrizione analitica
1.1:
Adagio (aria, Fa maggiore, c)
Tormento del mio seno
2.1:
(recitativo, c)
Son men gravi le peno
3.1:
Vivace (aria, Fa maggiore, 2)
Il veder l'oggetto amato
Trascrizione del testo poetico
Tormento del mio seno
È l’Idolo, che adoro,
Se non lo veggio, io peno,
E se lo veggio, io moro.
Son men gravi le peno [!],
Se non scorgo il mio bene,
E se tal hor lo miro,
Con doglia troppo atroce all’or sospiro.
Che traggo immenso affanno
Da i vaghi raggi sui [!],
Perché pavento, ohimè,
Che quanto piace a me piaccia ad altrui.
E poi mai non potere
Alternar col mio Nume un solo accento
So, che pena sia questa, io, che la sento.
E penso nel mirarlo,
Ch’altri gli può parlar, che io non gli parlo,
Onde il mio core a la sua bella vista
Quanto dovria goder, tanto s’attrista.
Il veder l’oggetto amato
Par diletto ed è dolore.
Or so ben, perché bendato
Suole andar l’istesso amore.
Collocazione
Biblioteca
D-Hs
—
Hamburg, Staats und Universitätsbibliothek Carl von Ossietzky, Musiksammlung
(dalla scheda superiore)
Segnatura
ND VI 2265/4
Immagini
Bibliografia
Tipologia
Tipo documento
Musica manoscritta
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore
Scheda inferiore
Persone collegate
Lanciani, Francesco
copista