Del Sig.r Pangratio
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Oh dio di quale incanto
con doppia tirannia
va provando il rigor quest’alma mia!
Ah sì, che ben l’intendo (recte: intende?)
di sirena il bel canto,
di Gnido la bellezza,
con uguale vaghezza
uniti in quella dea che l’alma adora,
sforzato a tutte l’ore
a penar, a languir, l’amante core.
Con lusinghiero
e doppio laccio
d’Amor l’impaccio
soffrendo io vo’.
Con doppia palma
del cor, dell’alma,
il nudo arciero
già trionfò.
Da vaghe e belle labra
sentir scoccarsi al sen pungenti strali:
son cari i colpi al sen benché mortali.
Ma di labro canoro
per cui languisco e moro
più cara è la magia
se con dolce saetta
ferisce ma diletta,
e mentre mi trafigge e l’alma impiaga
col dolce canto suo salda la piaga.
Per te vezzosa,
mia dea amorosa,
oh quant’è dolce
languir d’amor
se quel tuo labro,
vivo cinabro,
benché trafigga
risana ancor.
Collocazione
Immagini
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore