del Zio Vle. Parole del Dom.o Mancini L’Incostanza

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
1455
Forma musicale
cantata
Titolo alternativo
L'incostanza

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
.
Presentazione
Non applicabile

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Fa parte di

Note

Il manoscritto proviene probabilmente dalla biblioteca musicale del Cardinale Pietro Ottoboni. Su fol. 111r altro titolo: "Cantata à Solo / Canto." Nella "Tavola" la cantata è qualificata: "Del Sig.r N.N.".

Descrizione analitica

1.1: (recitativo, mi minore, c)
In si lontano lito
2.1: (aria, Sol maggiore, c)
Non puole il mio core
3.1: (aria, mi minore, 3/8)
La costanza è un rio veleno
4.1: (recitativo, mi minore, c)
E bentosto s'avede

Trascrizione del testo poetico

In si lontano lito
Volger io voglio il piè,
Che mi sarà gradito
Il non haver novella
Dell’iniqua rubella,
Che mi mancò di fè.

Non puole il mio core
Sofrire il rigore
Di tua crudeltà.
Che prò d’un amante
Veder incostante
L’amata beltà.

La costanza è un rio veleno,
Che nel seno uccide il cor.
Un amante, ch’è costante,
Se si crede esser in Porto,
All’hor morto
Cade vittima d’amor.

E bentosto s’avede,
C’hanno le donne il cor, mà senza fede.

Collocazione

Biblioteca
GB-Cfm — Cambridge, Fitzwilliam Museum Dept of Manuscripts and Printed Books (dalla scheda superiore)
Segnatura
MU.MS.655/22

Immagini

Repertori bibliografici

Pelliccia 2012: n. 32, pp. 142-143

Bibliografia

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

Mancini, Domenico autore del testo per musica

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