del Zio Vle. Parole del Dom.o Mancini L’Incostanza
Pubblicato
Identificazione
ID scheda
1455
Titolo dell'opera
Forma musicale
cantata
Titolo alternativo
L'incostanza
Organico
Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo
Descrizione
Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
.
Presentazione
Non applicabile
Filigrana
Non rilevata
Relazioni
Fa parte di
[9 cantate, 14 arie]
(n. 1432)
Note
Il manoscritto proviene probabilmente dalla biblioteca musicale del Cardinale Pietro Ottoboni. Su fol. 111r altro titolo: "Cantata à Solo / Canto." Nella "Tavola" la cantata è qualificata: "Del Sig.r N.N.".
Descrizione analitica
1.1:
(recitativo, mi minore, c)
In si lontano lito
2.1:
(aria, Sol maggiore, c)
Non puole il mio core
3.1:
(aria, mi minore, 3/8)
La costanza è un rio veleno
4.1:
(recitativo, mi minore, c)
E bentosto s'avede
Trascrizione del testo poetico
In si lontano lito
Volger io voglio il piè,
Che mi sarà gradito
Il non haver novella
Dell’iniqua rubella,
Che mi mancò di fè.
Non puole il mio core
Sofrire il rigore
Di tua crudeltà.
Che prò d’un amante
Veder incostante
L’amata beltà.
La costanza è un rio veleno,
Che nel seno uccide il cor.
Un amante, ch’è costante,
Se si crede esser in Porto,
All’hor morto
Cade vittima d’amor.
E bentosto s’avede,
C’hanno le donne il cor, mà senza fede.
Collocazione
Biblioteca
GB-Cfm
—
Cambridge, Fitzwilliam Museum Dept of Manuscripts and Printed Books
(dalla scheda superiore)
Segnatura
MU.MS.655/22
Immagini
Repertori bibliografici
Pelliccia 2012: n. 32, pp. 142-143
Bibliografia
Tipologia
Tipo documento
Musica manoscritta
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore
Scheda inferiore