Cantata Canto Solo di F. Collinelli

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
1437
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
.
Presentazione
Non applicabile

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Fa parte di

Note

Il manoscritto proviene probabilmente dalla biblioteca musicale del Cardinale Pietro Ottoboni. Si tratta forse di un autografo; indizio è l’appellativo "Signor" mancante nella nomina del compositore. Nome del compositore nella "Tavola": "Del Sig.r Gullinelli".

Descrizione analitica

1.1: (recitativo, Sol maggiore, c)
Fuggon mie luci il sonno
2.1: Sostenuto (aria, Sol maggiore, c)
Bella mia sempre crudele
2.2: [Sostenuto] (aria, Sol maggiore, c)
Ah, che sempre è tua baldanza
3.1: (recitativo, Sol maggiore, c)
Deh, Clori mia pietosa

Trascrizione del testo poetico

Fuggon mie luci il sonno,
Crudelissima Clori,
E quest’occhi non ponno
All’alma tributar che pianto amaro.
Egli è ben dolce e caro
Per temprar quegli ardori,
Che vibrò tua bellezza al mesto seno:
Deh, concedimi almeno,
Ch’io possa in tali accenti
Spiegar presso tue mura i miei tormenti:

Bella mia sempre crudele,
Quando mai ti placherò?
So, non basta d’esser fedele,
Crederai, s’io morirò.

Ah, che sempre è tua baldanza
Ostinata al mio dolor.
S’è perduta ogni speranza,
Cresce ogn’hor la pena al cor.

Deh, Clori mia pietosa,
Volgi sereno il guardo
Sol una volta e poi
Vibra crudele il dardo
Del tuo sen, ch’è inamorato il core.
Crederai con tua fierezza all’hor, che more.

Collocazione

Biblioteca
GB-Cfm — Cambridge, Fitzwilliam Museum Dept of Manuscripts and Printed Books (dalla scheda superiore)
Segnatura
MU.MS.655/5

Immagini

Bibliografia

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

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