Cantata a voce del Sign:r Antonio Biffi
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Risorse web
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Partia da Lidio il sol degl’occhi suoi
Mirzia gentil ma sconsolata amante
E delle fiamme tante che ardiscono in petto
Per esalar gli atroci suoi tormenti
Una balzò sul labro
E le recò questi amorosi accenti.
Begl’occhi del mio ben vi lascio addio
Senza voi pupille vaghe
Il dolor delle sue piaghe
Non sa come soffrir questo cor mio.
Se perdo la mia pace
O di qual guerra
Portentosi tumulti avrà quest’halma
Sia pur il mar in calma
Ch’io recco nel mio sen la mia procella
Senza di te mia stella
Chi additerà del mio viaggio il porto?
Ah che in un mar di pene
Ne andrà questo mio cor naufrago e assorto.
Caro viso se tu sei il mio paradiso
Senza te la mia fè trova l’inferno
Ed al povero cor
Resta un vivo dolor
Ch’il rode eterno.
Deh se questo mio pianto
Qualche merito ha
Pur co’ gl’occhi tuoi
Vogli (sic: volgi) uno sguardo a queste infauste vele
Che rapiscon da te chi t’ama tanto
E getta un tuo sospiro su l’orme d’esse
Io poi d’un mio sul dorso
Manderò tutto il core
Ad incontrarlo alla metà del corso.
La col fremito di due cori
S’udiran flebili accenti
E dal gemito degli amori
Amor anch’essi apprenderanno i venti.
Ah che sei giunta hora fatale
Oh dio Lidio mio ben ti lascio addio
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore