Del Sig.r Cesarini
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Se in ciel stesser due soli
All’or direi son gl’occhi del mio bene
E se non fosser su tanto le stelle
E sol due ci mostrassero i splendori
Direi certo son quelle
Che risplendon qua giù nel volto a Clori.
Del mio core pupille care
Siete troppe per esser soli,
Siete poche per esser stelle.
Caro ciglio mi puoi beare,
Ma la pace all’alma m’involi.
Ti compatisco, o core,
Se t’abbrugian due soli in due pupille,
Amor non tanto ardore
Che bastano a un sol cor poche faville.
E voi stelle lassù
Non influite più disastri, o sorte,
A begl’occhi di Clori
Riserbate il poter dar vita, o morte.
Un dì la bella Clori
Scherzando con amor l’arco gli prese
Saetta or tutti i cori
Ferisce ma il suo cor salvo lo rese.
Eguali non son l’armi:
Tu armata di bellezza
E sono in tuo poter l’arco e gli strali,
Se all’improvviso assali
Un’alma oppressa, un disarmato core
Non è grande il valore.
Clori la tua beltà
Altro non vuole no
Ch’un raggio di pietà
L’anima mia
Sempre t’adorerà
Te chiamo notte e dì
Te‘l cor desia
Sempre t’adorerò.
Le stelle inchinerei se fosser belle
Come son le pupille
Del mio ben ch’adoro,
Per cui languisco e moro;
Del sole al lume io venderei l’omaggio
Se della bella Clori avesse un raggio.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore