Cantata N.o I
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Le mie disavventure
Voi, che ascoltate il suon de miei lamenti,
Per pietà soccorrete.
Oh sventurati eventi,
L’atrocissime pene,
I sanguigni torrenti,
Ch’han le sorgenti loro in questo seno,
L’influenze crudeli
Del mio fato maligno
Fariano lagrimar anch’un macigno.
Quel pargoletto Amor
Fugatelo dal cor
Nel primo istante.
Col formidabil arco
Sempre v’attende al varco
E sono l’armi sue
Un bel sembiante.
Io troppo incauto fui et hora in pena
Del forsennato Amore
Salamandra d’amore
M’alimento di fiamme intorno al foco
Delle stelle e d’amor ludibrio e gioco.
E pur l’alma desia
Tornar a dir a Nice:
Tu sei l’anima mia e poi morire.
Ma se a quel cor tiranno
Io narro il crudo affanno,
Mostrandosi più ria
Gode nel mio martire.
A sì barbari estremi
Mi condusse il destino e in vano aita
Chiedo a numi supremi,
Ch’han decretato eterno il mio languire.
E pur l’alma desia
Tornare a dir a Nice:
Tu sei l’anima mia e poi morire.
Quella beltà, che adoro,
Gode nel mio martoro ogni momento.
E pur, benche crudel,
Spergiura et infedel
D’amarla io non mi pento.
Collocazione
Immagini
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore