Cantata a’ voce Sola del Sig.r Cesarini
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Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Della mia bella Clori
Quella bocca adorata,
D’animati coralli
Quando attento la miro
Io godo è ver, ma del goder io spiro.
S’ogni pensiero della mente mia
In sì bella priggione amor t’inchiuse,
L’urna dei spirti ancor voglio che sia.
Amor, deh, fa’ ch’il giorno
Appaghi il bacio, i tanti miei desiri
E che quest’alma tra quei labri spiri.
Nel baciarti in sogno ancora
Bella mia parmi goder;
Gode l’alma e par che mora
Langue il cor, ma dal piacer.
Il primo bacio, o cara,
Ti poserà sul labro
L’alma e lo spirto mio.
Ma quel che più desio
Che t’imprima nel core
Il mio affetto, il mio amore.
O cara e non t’avvedi
Ch’al tuo dolce cantar io vengo meno,
Languisco e quasi spiro?
E dice il ciglio in tacita favella:
Eccoti, eccoti l’alma, l’alma o bella.
O se canta o se favella
La mia bella
Spira gratia e spira amor
Il cinabro di quel labro
Fa languir quest’alma e il cor.
Da quel dì ch’io mirai
Dal tuo labro i rubbini,
Questo libero cor servo si rese
Dalla dolce armonia
Vinta a te, si donò l’anima mia.
No, no m’incatenar
No, no mi stringer più
Ch’io son avvinto.
Quei lacci non baciar
Ch’in dolce servitù
L’alma m’avvinto.
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Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore