Il lamento di Eurilla Cantata a voce sola con Violini Viola e Basso del Sign.re Gaetano Maria Schiassi
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Trascrizione del testo poetico
Tirsi bell’idol mio
Di quest’anima amante unica speme
Unica fiamma e cara
Vedi che il biondo Dio
Di tue pupille impara
Con maggior luce a scintillare il cielo
Vedi dal secco stelo
Sui mattutini albori
Per te più belli germogliare i fiori
Per te di verdi spoglie
Si vestono le piante
E pien di gioia ride il ciel e il suolo
E ride il mare sol nel tuo bel volto
Per mio cordoglio la bellezza appare.
Mia vita mio core
Quel nembo improvviso
Di gelido orrore
Perturba il tuo viso
Ti fa sospirare
Non basta il tormento
Del foco ch’io sento
Che ancora a mio danno
S’accresce il tuo affanno
Per farmi penar.
Oh Dio tu non mi guardi
E mesto al suol le vaghe luci aggiri
Tirsi dimmi perché fuggi i miei sguardi
E dimmi perché sospiri
Io son pur la tua diletta Eurilla
Quella che per costume
Tu solevi chiamar coi dolci nomi
Di tua vita tuo nume
Quella son che sovente
Dal vicin bosco al fonte
E dalla valle al monte
Teco veniva a pascolar l’agnelle
Quale improvviso orrore cangiò
Il ...... così lungo amore
Ah se v’è colpa in me se quella io sono
Che turba il tuo sembiante
Mi puniscano i numi in quest’istante.
Non ti scordar bel mio
della foresta el monte
Sovengati del fonte
E ti rammenta oh Dio le pecorelle
Io mi rammento ancora
Il di che rimirai
De tuoi vezzosi rai le vaghe stelle.
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Tipologia
Musica manoscritta
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