Filli già che la sorte Del S. Franc. Gasperini
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Per l’attribuzione del testo poetico ad Antonio Ottoboni cfr. F-Pn, D. 14440; I-Vcor, 466, pp. 587-588. Lo stesso testo è stato musicato da Giuseppe Mozzi (GB-Lbl, Add. 34056, cc. 20-25v, Roma 1709 ca.).
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Filli già che la sorte
Ti toglie a gli occhi miei
Già che partir tu dei
Deh per l’ultima volta
D’un moribondo cor le voci ascolta
Tu parti idolo mio tu parti e lasci
Abbandonato e solo
Il tuo fido il tuo caro in preda al duolo
Ah crudele partita
Che mi toglie la vita
Né resta al labro mio
Tanto vigor che basti a dirti addio.
Da sospiri e non da venti
La tua nave è spinta all’onde.
Tu non navighi su l’onde,
Ma su lagrime dolenti.
Misero che vaneggio
Ti parlo e non ti veggio
E mentre spargo inutili querele
Rendon più gonfie i miei sospir le vele.
Scorri pur felice e bella
L’ampie vie del mar infido,
Poiché resta ogni procella
Nel mio cor su questo lido.
Qui gli euri fremono
De’ miei sospir
Qui l’onde scorrono
Di meste lacrime
Qui l’alma misera
Sta per morir
Qui gli euri fremono
De’ miei sospir
Vattene pur felice à gonfie vele
E sia naufrago in porto il tuo fedele.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore