Cantata Sacra C. Solo Del Sig.r Carlo Monza
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Oimè qual voce io sento parlarmi il cor.
Di guai tumulti pieno
Il mio spirito, il mio zel;
Betulia afflitta, Oloferne impunito.
Ah qual si vede
Prova del Bracio mio,
Della mia fede;
Io sola, io donna imbelle
Tra le nemiche tende
Del mio decoro assicurar la sorte,
La pace al regno e al tirar la morte.
Questa non questo riso
Questa di gemme ed ori
Inutil pompa
Non sonarmi bastanti al colpo mio
Voce che in cor mi parli
Io non t’intendo.
Che farò? Taci mio core.
Troppo torbi il tuo riposo,
Troppo chiedi al mio valore,
Son vil donna ho il pie vitroso.
Arrossisci, o Giuditta,
Son questi i sensi d’un anima fedel,
Son de il tuo core alla voce di Dio.
No, più non tardo, pronto
E’ il piede all’impresa
E l’amen sente insolito rigor.
Pensa già troppo d’Oloferne i delitti
E Dio vole oppresso,
Farà grazie al mio labbro e torna al sesso.
Corro intrepida e franca
E non pavento mille nemiche schiere;
Anime forti imparate da me,
Che in cura al ciel lascio il decoro mio,
Lascio il mio zelo.
Padre del ciel
tu pensa al comun bene
E alla comun vittoria,
Tuo sarà il colpo e tua sarà la gloria.
Su cantate inni di pace
Mentre io volo al gran cimento,
La mia man trionferà.
Ho vigor quando al ciel piace,
Armi e armati io non pavento,
Tutto Dio vincer saprà.
Collocazione
Immagini
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda singola