Amante che si lagna per troppa crudeltà della sua donna Cantata
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Clori, per ammollir tuo cor superbo
che degg’io far di più?
Pregarti non vale,
servirti non giova,
che mai non si trova
pietade al mio male
né ricompensa alla mia servitù.
Che posso far di più?
Piansi ma sempre indarno,
sospirai senza frutto
servii poco gradito:
or dita a qual partito
d’appigliarvi, oh pensier, vi risolvete.
Io lo so, ve ’l dirò
soffrite e tacete.
Voglio amarvi, oh luci crude,
fin che l’alma in sen vivrà.
Se m’è tolta ogni speranza
di goder pietade alcuna
nell’acerba mia sfortuna
la speranza questo cor consolerà.
Ma, come parlo? Oh Dio!
Viver morendo ogn’ora!
I fiati che respiro
altro non son che languidi sospiri,
ogni moto degli occhi
è un principio di pianto,
ogni accento del labro
finisce in un "ohimé!".
E viver si può
Clori così?
Possibile non è.
Fierissima bellezza
deh cangiati una volta,
penò abbastanza mai
accesa da quei rai
l’alma fra lacci avvolta.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore