Una fede io sento stridere | Del sig.r Marc’Antonio Pasqualini
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Una fede io sento stridere
Ch’è assalita e già si more
Ah traditore lasciala
Non la finir d’uccidere.
No, non la finir d’uccidere.
O del mio puro seno
Candida albergatrice alba dei cori
Onde riporta entro i suoi regni
I più bei giorni amore
Dimmi qual reo qual empio
Fea di te tanto scempio?
Qual predatore ignoto
Fremea vicino a’ consacrati a Cloto?
Parmi al mentito aspetto
Di ravvisar lo scelerato mostro
Egli ha due fronti
E mentre un ciglio amico un sorriso disserra
Nel più cupo dell’alma il cor nemico
Mormora oltraggio e guerra
E sempre porta con occulto veleno
La pace in volto, e la vendetta in seno.
O d’amor possenti schiere
Su guerriere armatevi
A che tardate più
Ahi non soffrite
Che tutta ferite
Vi cada estinta ai piè regia virtù
A che tardate più
Non resti invendicata
Questa bella innocente
Spergiuro che tradisce
Tradimento che mente
S’abbatta, si franga
Catenato rimanga in servitù
Su armatevi su, su
A che tardate più
Qual domo tiranno
In mesto sembiante
A carro festante
Si tragga l’inganno
Supplichi umile, adori, incensi e preghi
Et habbia per mercede
di rinegar se stessa
E trasformarsi in fe’ la frodde oppressa.
O d’amor possenti schiere
Su guerriere armatevi
A che tardate più
Ahi non soffrite
Che tutta ferite
Vi cada estinta ai piè regia virtù
A che tardate più
Non resti invendicata
Questa bella innocente
Spergiuro che tradisce
Tradimento che mente
S’abbatta, si franga
Catenato rimanga in servitù
Su armatevi su, su.
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Musica manoscritta
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