Già conceduto avea; del d.o

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
664
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
1 partitura (14 c., num. 89-102v)
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Fa parte di
[Cantate] (n. 568)

Note

Frequenti e repentini cambi stilistici tra aria e recitativo; indicazione ‘aria’ in corrispondenza dei versi ‘Esci o fiamma dal seno’ e ‘Sospirò’; sull’ultima carta indicazione ‘qual piace’ con partitura musicale per 3 S e bc

Descrizione analitica

1.1: (recitativo-arioso, c)
S, Già conceduto avea

Trascrizione del testo poetico

Già conceduto avea
La libertade Eurillo
Al suo bel gregge umile
E già lieto pascea
L’erbe d’un vago aprile
All’ora che d’amore
L’interno suo dolore
Per alleviar n’andò tacito e solo
Il mesto pastorello
Vicino ad un ruscello
E in questi amari accenti
Diè pietosa licenza a suoi lamenti

Esci o fiamma dal seno
E in questo rio d’argento
Tempra il mesto tuo ardore e il mio tormento
Ma non scoprire esser fiamma
Che vive prigioniera entro il mio core
Cessa d’incenerire
Frena l’empio desio
Perché di te non mormorasse il rio

Uscite o sospiri
Dal vostro ricetto
Ma i fieri martiri
Tacete del petto
Non dite a quest’aure
Che mantici voi sete al foco mio
Perché di te non mormorasse il rio?
Amari pianti uscite
da questi occhi dolenti
E i duri miei tormenti
Ah pietosi ammollite
Amari pianti uscite

Ma fermatevi poi sul volto mio
Perché di voi non mormorasse il rio?

Ma infelice ohimé che dissi
Già la fiamma in alto sale
Già i sospir volan coi venti
Già le lacrime a torrenti
Fanno un fiume a me letale
Già scoperto ha quell’ardore
Che mi fè viver si lieto
Più non vo mercede o amore
Se il mio duol non è segreto

Ritornate o mie pene a lacerarmi
Vi prometto soffrire
Pur che voi rinovate ogni martire
Ma voi fuggite o crude
E me quivi lasciate
Muto schernito e solo
Tutto in preda al mio duolo

Se per sorte v’incontrate
In quegl’occhi in quei bei giri
Per pietà non palesate
I miei taciti deliri
Ammutitevi o mie pene
Al splendor di quel bel viso
Che parlar no si conviene
Mai di pene in Paradiso

Così Eurillo cantò
Su questa verde sponda
E per pietà d’amore
Tacque l’aura e pianse l’onda

Sospirò
Ma i sospir furo sì ardenti
Che s’avvide l’infelice
Ch’havea in seno i suoi tormenti
Onde lieto dell’errore
Al già pasciuto armento
Se ne tornò contento.

Collocazione

Biblioteca
I-Rsc — Roma, Biblioteca del Conservatorio "S. Cecilia" (dalla scheda superiore)
Segnatura
G Ms 885/15

Immagini

Repertori bibliografici

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

Savioni, Mario compositore

Nella stessa raccolta