Qualor tento scoprire il mio martire
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Qualor tento scoprire il mio martire
A Clori mia ritrosa
L’alma parlar non osa
E si cangia ogni voce in un sospiro
Se lungi dal mio ben meco ragionar
La speranza mi sprona
A svelar la mia pena:
Ma se m’appresso a quel bel volto, oh Dio
Mi fò di gelo ed il timor m’affrena.
Or che farà l’innamorato core?
Per disvelare a lei
Gli occulti incendi miei?
Consigliami tu almen fido amore.
Consigliatemi voi speme e timore:
Oh Dio che deggio fare
In tanto rio dolor
Al ben che m’invaghì
La fiamma scoprirò
Ma par che dica Amor
Né sì né no.
Se taccio ahi che penare?
Se parlo oh che timor?
La speme dice sì
Timor mi dice no
Ma che risolva il cor
Io non lo so.
Ma a dispetto di Clori,
Della sua ritrosia de suoi rigori,
Mio cor sei già contento:
Per discoprirti Amante
Tu cercavi una lingua, eccone cento.
In me parla il dolore:
Parlano gli occhi parla il mio pallore
Parla il mesto mio volto il foco, il gelo
parla il silenzio stesso
El mio timor nel mio sembiante espresso
E fra tanti lamenti
Tu sola o Clori mia taci e non senti.
Con tacita favella
Mi sbalza il cor nel petto
Che un timido rispetto
Non lo fa sospirar.
Vedi o Clori bella
Ch’il foco ch’egli cela
Per gli occhi miei lo svela
Col muto lagrimar.
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Musica manoscritta
Scheda inferiore