Parole del Sig.r D.r Gasparre Musica del C. Cesarini
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Tit. dall’intitolazione a c. 169r; la cantata è costituita da 2 fascicoli di 4 c., il secondo del quale è numerato da mano coeva (in alto a sinistra a c. 173r è scritto "2"); cartulazione coeva: 167-174
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
V’è una bella tutta ingegno
Nell’usar la crudeltà
Sempre è dolce sempre è grata
Mai ritrosa mai sdegnosa
E pur cruda ogni or si fa.
Veste mille sembianze
Di grazia, di beltà, d’amor, di brio
E tormenta il desio
Col vario bene ch’al desio propone.
Quindi appena si muove
Per seguir lei, l’alma anelante e lassa,
Ch’ella con dolce inganno
D’una in altra beltà si cangia e passa.
O guardi, o scherzi, o rida
Giammai può dirsi infida
E sempre inganna.
Beltà cangiando va
Ma sempre è una beltà
Cara e tiranna.
Degl’altri amanti il duolo
Nasce dalla beltà d’un volto solo,
Anch’io d’un sol sembiante
Ma sol d’una beltà non sono amante,
Che se gran pena per Irene io sento
Son tutte le bellezze il mio tormento.
Non bastava a colmarmi di pene
Se non quella che pari non ha.
Come appunto a far bella un’Irene
Non bastava una sola beltà.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore