Cantata DelS.r Carlo Cesarini Parole dell’Emo Pamphilj

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
430
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
10 c. (131r-140v) ; 205x270 mm
Presentazione
Non applicabile

Filigrana

Relazioni

Note

Tit. dall’intitolazione a c. 131r; c. 140v vuota; la cantata è costituita da 2 fascicoli di 4 c. più un bifoglio, numerati da mano coeva (in alto a sinistra a c. 135r è scritto “2” e a c. 139r “3”); cartulazione coeva: 129-138

Descrizione analitica

1.1: Largo ma non lento (aria, re minore, 3/4)
S, Penso di non mirarvi
2.1: (recitativo, c)
S, Chi cieco nelle fascie
3.1: (aria, sol minore, 3/8)
S, Ah, non avessi mai
4.1: (recitativo, c)
S, Addio Roma, addio Tebro, addio mia Clori,
5.1: (aria, re minore, 12/8)
S, Quel che di me sarà

Trascrizione del testo poetico

Penso di non mirarvi
Perché dovrò lasciarvi,
Amate del mio sol luci serene.
E’ meglio far così
Che perdere in un dì
Tutto il suo bene.

Chi cieco nelle fascie
Non vidde il sole, ascolta,
Che nell’ora che nasce
Al suo raggio giocondo
Ride il suol, ride il cielo e ride il mondo.
Che i primi raggi suoi
Se dona al piano, al colle,
Ei nel meriggio poi
Fatto del ciel signore,
In lui tanto riluce,
Che i monti più sublimi,
Le più profonde valli empie di luce.
Al suon di queste voci
Sospira l’infelice,
Ma come senza il guardo
Non ha forza il pensiero
Di formare del sol la vera imago.
Sospira, è ver, ma più di lui sì duole
Chi prima vidde et indi perde il sole.

Ah, non avessi mai
Veduto quei bei rai!
Ch’almen non soffrirei tanto dolor.
Fugace menzognier,
Dolce piacer d’amor,
Piacere tu non sei,
Ma sei pena del cor.

Addio Roma, addio Tebro, addio mia Clori,
Un destino crudele
Già da voi mi divide, ecco le vele
Della picciola nave.
Scalzo discinto e bruno,
Il nocchiero prepara,
Toglie il laccio dal lido e in gioco e in festa
Ridono i suoi fidi compagni arditi.
Io sol non rido, anzi, con pena ascolto
Il canto d’un fanciullo
Che giace presso il vecchio padre, e dico:
Fanciullo fortunato,
Tu ritorni alla patria, io l’abbandono.
Tu sei felice, et infelice io sono.

Quel che di me sarà
Come viver potrò
Quando ritornerò
Il core no, non sa.
Il quando, il come, il che
Il core no, non sa.
Sa ben che questo mio,
Potria parlando a te,
Esser l’ultimo addio
Cara beltà.

Collocazione

Biblioteca
I-Rc — Roma, Biblioteca Casanatense (dalla scheda superiore)
Fondo
Baini
Segnatura
Ms. 2248/15

Immagini

Repertori bibliografici

Bibliografia

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

Pamphilj, Benedetto autore del testo per musica

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