Parole dell’Emo Pamphilj Musica del S. Cesarini
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Tit. dall’intitolazione a c. 53r; per il testo poetico cfr. I-Rvat, ms vat. lat. 10206; cartulazione coeva: 51-64; è probabile che la "canzona" che precede questa composizione (v. scheda 420) sia l’introduzione strumentale alla cantata stessa (v. Bibliografia); la cantata è composta da 3 fascicoli di 4 c. più un bifoglio, numerati ad eccezione dei primi due da mano coeva (in alto a sinistra a c. 61r è scritto "3", a c. 65r "4").
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
O dell’Adria Reina
O del fasto Latino inclita figlia,
Posi con meraviglia
Nella tua reggia il piede e in un momento
Trovai nell’acque il foco
E nacque per diletto il mio tormento.
Era l’ora che l’aurora
Desta il sole da quel fiume
Che l’arene ha sparse d’or.
In quell’ora io non so
Se donna o Dea
Disciogliea d’aureo crine
Il bel tesor.
Movea quel crine il vento
E il nuovo sol non so se lui porgea
Luce o pur la prendea.
So che già mai
Più vaghi rai
Il sol dal Gange
Non discoprì
E so che ancora
Quest’alma piange
Per quell’aurora
D’infausto dì.
Se preme il pellegrino
Lido più non veduto
Altri la via gli addita, altri l’accoglie.
Amor non fa così:
Accoglie è vero un pellegrino e ride;
La via gli addita e per la via l’uccide.
Nacque amor di Cocito
Nell’infocato lito:
Vano fasto gli diede
Nel primo latte il fiele,
Onde fanciullo ancora egli è crudele,
L’ardir gli diè, le piume,
L’inganno, gli bendò la mente e il guardo
Perché egli fosse alla raggione avverso
Et ebbe il nome asperso
E il volto di dolcezza
Che ferir non si può senza bellezza.
Fuggite amanti
Si dolci incanti.
Fuggite amore
Che il traditore
Vi tradirà!
E giovinetto
Ma ben sagace
Mostra il diletto
Promette pace
Ma non la dà.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore