La maga per amore del sig.r Antimo Liberati
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Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Era la notte e l’orme
A le prede d’amor
Chete movea turba
Di Citerea turba
Che mai non dorme
Perché nell’aria bruna
Scintilar non vedea
Sotto povero ciel luce di luna.
In fra quest’ombra amica
Movea Filli le piante
Implacabil nemica
D’Amatir non curante
E rassembrava al moto
A la favella agitando la face
D’uno sdegno tenace
Dell’inferno d’amor furia novella.
Perchè l’amar non vale
Dicea colma di rabbia
A meritar d’un traditor la fede.
Perchè senza mercede
Lascia l’iniquo l’amor mio leale.
Girerò questo piede
Aprirò queste labra
Scopiarò dall’interno
Di vietati scongiuri arte fatale
Potente a convocar nume d’Averno.
Nume che vendichi
L’ira di lui
Nume che l’agiti
Ne Regni bui
Nume che fulmini
L’empio mal nato
Ond’io tradita fui.
Poichè il crudel non m’ode
Poichè non prezza il pianto
A le frodi all’onte all’incanto
e chi non mosse il Ciel mova Acheronte.
Io vuò magici modi
Tentar profane note,
Erbe diverse e nodi
Ciò ch’arrestar può le celesti ruote.
Mago circolo
Onde gelide
Pesci varij
Acque chimiche
Neri balsami
Miste polveri
Pietre mistiche
Serpi, e nottole
Sangui putridi
Molli viscere
Secche mumie
Ossa, e vermini
Suffumigij
Ch’anneriscono
Voci horribili
Che spaventano
Linfe torbide
Ch’avvelenino
Stille fetide
Che corrompino,
Ch’offuschino,
Che gelino,
Che guastino,
Ch’ancidano
Che vincano
L’onde stigie.
In quest’atra caverna,
Ove non giunse mai raggio di sole
Da le tartaree scuole
Trarrò la turba inferma
Farò ch’un nero spirto
Arda un cipresso un mirto
E mentre a poco a poco
Vi struggerò l’immagin sua di cera
Farò ch’à ignoto foco
Sua viva imago pera
E mentr’arda la finta arda la vera.
Forse così questa beltà schernita
Con magica possanza
Estinguerà per me l’empio ch’ha vita
Ravivarà per me morta speranza.
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Musica manoscritta
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