Cantata Del Sig.r Cavalier Ales.dro Scarlatti
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
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Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Questa quest’è la selva e quello
E’ il dolce amico Rio
Dove teco idol mio
Mi sottrasti dal sole ai raggi ardenti
In questi puri argenti
Specchiasti il volto e dissetar ti piacque
Il tuo labro in quest’acque
Quello è il florido prato
Da cui rapisti i più vermigli fiori
Con quella che tanto accende i cuori
Quest’è il colle ove irato
Più non volgesti il ciglio
E le pupille
Girasti a me tranquille
Quella è la valle ombrosa
Dove meco amorosa
Ti piacque lusingar L’affanno mio
Ed or mi lasci oh Dio.
Oh Dio tu parti
E m’abbandoni
Neppur mi doni
Almen la morte
Ai di placarti
Se non ho sorte
Di gelo di morte
Spargi il mio sen.
Forse che profanai
Il Rio La selva al prato
A te già reso Ingrato
Altro volto cercando
Et altri amori
Forse di nuovi ardori
Esca mi resi ad altra ninfa in traccia?
Forse mi vidde di sudor già molle
Questa valle e quel colle?
Ah tal pensier discaccia
Son tuo ne fia giammai
Ch’a te manchi di fede
Amor ch’a te mi diede
Non fia ch’a me mi tolga
Ne avverrà che si sciolga
La catena fatal che si m’allaccia
Ah si Nice ti piaccia
Mentre per poco almen fermi le piante
Credimi a te fedel credimi amante.
Credi che t’amo
Ch’ognor ti chiamo
Mio ben mia vita
E che gradita
Sei troppo al cor
Ne sarà vero
Che dal pensiero
Partir potrai
Ne d’altra mai
Può farmi amor.
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Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore