Cantata 19

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
253
Forma musicale
cantata

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
P. 27-28

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Note

Lamento

Trascrizione del testo poetico

Misera pastorella
In sin dalla mia cuna
Di perversa fortuna
Fui costretto a gustare
Gl’acerbi frutti, e le bevande amare
E privo d’ogni bene
Non ebbi altro che duol, non ho che pene.

Io son nata
Destinata
Al rigor d’un’aspra sorte
Per sottrarmi alla sua mano
Chiamo invano
Ognor la morte.

Dove rivolgo il polso
L’empia mi segue ingiuriosa e ria
E non v’è pianta o sasso,
Che non abbia pietà dell’alma mia:
E par che tutto dica,
Povera ninfa , oh quanto
La fortuna crudele è tua nemica!

Cessar dovresti alfin
Barbaro mio destin,
pietà pietà.
Dopo sì lungo duolo,
Deh fa che l’alma mia
Per un momento solo
Giunga a saper che sia
Tranquillità.

Collocazione

Biblioteca
I-Fl — Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana (dalla scheda superiore)
Fondo
Ashburnham
Segnatura
Ms 729/19

Tipologia

Tipo documento
Testo per musica manoscritto
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

Stampiglia, Silvio autore del testo per musica

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