Cantata 18

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
251
Forma musicale
cantata

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
P. 26-27

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Trascrizione del testo poetico

Amo, ma per voler di sorte ingrata
Sono infelice tanto,
Che non provo in amore altro che duolo,
Né consola il mio duolo altro che il pianto
Di sì crudi tormenti
Quest’alma sdegneria soffrir l’asprezza
Se la dolce mia speme
Non sciugasse le stille al cor che geme:
Ma che val, che pietosa
Venga a terger le stille ai mesti lumi
Se le lagrime mie cadono a fiumi.

Mia speranza lusinghiera
Quanto sei per me fallace
Tutta vaga ognor m’alletti
E prometti
Nel mio sen temprar gl’affanni
Ma crudel tu poi t’inganni;
Pure il cor ti crede e spera
E da te non ha mai pace.

Stelle, che far degg’io
Disprezzerò l’amore
E per far pago il mio destin severo
Morirò disperato, ah non fia vero.
D’alto valore armato
La mia sorte crudel soffrirò sempre
Forse cangerà tempre
Il mio barbaro fato
Cinto di nubi oscure
Tuona talor, poi si rischiara il cielo,
E dopo orrido gelo
Con sembianze odorose
germogliano sul prato e gigli e rose.

Mio cor rasciuga i pianti
Bacia d’amor lo strale
E con dolor mortale
Soffri le fiamme ardenti
Che sol d’aspri tormenti
E’ figlio quel piacer ch’hanno gl’Amanti.

Collocazione

Biblioteca
I-Fl — Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana (dalla scheda superiore)
Fondo
Ashburnham
Segnatura
Ms 729/18

Tipologia

Tipo documento
Testo per musica manoscritto
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

Stampiglia, Silvio autore del testo per musica