Cantata del sig. Luigi Antinori
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Filli barbara Filli
Da giusto sdegno il core
Agitato ne chiama
Dall’inferno le Furie
Per vendicar dell’amor suo l’ingiurie.
Si di Titio voli
L’avoltoio rapace
A squarciarli le vene
Sorgan l’ombre e l’orrore
Ad oscurar quel volto
Che più volte chiamai del Ciel splendore.
Dell’ira la tromba
Negli antri l’abisso
Già mesta rimbomba
Le Parche a destar.
E par che gli dica
Correte volate
Dell’empia nemica
Lo stame a troncar.
A tuo scorno maggiore
Quella che un dì terreno (da rivedere!!)
Qual gioiello nel seno
In mezzo al core impressa
Scancellata vedrai
E con l’imago la memoria istessa.
Anzi infedele havrai
Per eterno tormento
Il rimorso crudel del tradimento.
Fuggi vola dispietata
Belva ingrata
Ch’io mi pento dell’errore
D’aver dato il core a te.
Dell’inferno miglior loco
Che nel foco
Per il tuo fallir non v’è.
Collocazione
Immagini
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore