Cantata a soprano con VV Del Sig: Abbte: Boni
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Allor che Tirsi ingrato
Mancò di fede all’alma mia dolente
Con giuramento eterno
Determinai costante
Qual furia dell’inferno
Non dar ad altro oggetto
Con nuovo amor in questo cor ricetto
L’unico mio contento
Furon indi la rosa il gelsomino
L’amaranto e il Giglio
Oh quante volte oh quante
Hebbero in questo seno
Più fecondo giardin luogo più ameno
Ma, oh Dio, che langue ancora
Sotto il fiore dimora
Se ingrati a tanto amor (Ah cruda sorte)
Mi ridussero un dì vicino a morte
Da chi dunque mercede
Sperar Filen poss’io
Se il fiore istesso è mancator di fede?
Se mi lusinghi amor
Dirò quest’ è un bel fior
Ma a me non piace
perfido ingannator
Lungi da questo cor
Porta la face.
Se posso trovar fede
Volgerò altrove il Piede
Forse che nelle selve
Meglio che in petto humano
La troverò fra le più crude belve
Stolto e che favello
La libertà vogl’io
Se lo strale d’amor frange il cor mio.
Quanto piange e si lamenta
L’Augellino imprigionato
Che il suo crudo et empio fato
Lo privò di libertà.
Io che libera già sono
Volgo il Piè dal patrio suolo
per veder s’in altro polo
si ritrovi fedeltà.
Collocazione
Immagini
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore