Cantata a Voce Sola del Sig.r Caualiere Alessandro Scarlatti

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
125
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
C. 38r-42v
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Fa parte di

Note

Il tit. si ricava dall’intitolazione a c. 38r

Risorse web

Descrizione analitica

1.1: (recitativo, la minore, c)
Hor che lungi son io dal mio bel foco
2.1: (aria, sol minore, c)
Un tormento così fiero
3.1: (recitativo, la minore, c)
Mie luci sventurate
4.1: (aria, la minore, c)
Portatevi ad Irene

Trascrizione del testo poetico

Or che lungi son io dal mio bel foco,
sento più ardor, che quando gl’era appresso:
ahi mentre a me concesso
fu l’ardor de begl’occhi aver presente,
l’aura soave, e spesso,
de le dolci parole,
era il ristoro a la mia fiamma ardente,
ma poi ch’ella è partita,
il solo ardor, non il ristor mi giunge;
che il mal’io provo, et il rimedio, è lunge.

Un tormento così fiero
dimmi tu bendato arciero,
quando mai finir dovrà.
Ahi che morte sol m’avanza,
se in si cruda lontananza,
l’alma mia viver non sa.

Mie luci sventurate,
se a veder non giungete
la lontana beltate,
per cui forse piangete,
fate cader le lagrime a torrenti,
su quest’acque correnti,
che almeno andranno a lei, prima che al mare
sia pronto il lagrimare
ove il vedere è tardo;
e giunga il pianto ove non giunge il guardo.

Portatevi ad Irene
mie lagrime amorose;
così de le mie pene
pietate forse avrà.
Voi ditele ch’io moro,
se presto a me non torna;
lontan da lei ch’adoro,
il cor da me se’n và.

Collocazione

Biblioteca
I-Nc — Napoli, Biblioteca del Conservatorio Statale di Musica "San Pietro a Majella" (dalla scheda superiore)
Segnatura
34.5.8/7

Immagini

Repertori bibliografici

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

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