Cantata 9

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
99
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Contralto e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
C. 52-65
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Note

Il nome dell’A. si ricava dal frontespizio dell’intero manoscritto per l’attribuzione a P.P. Sabbatini v. P.P. Sabbatini, Il sesto [libro], 1-3v, Bracciano, 1628

Descrizione analitica

1.1: (recitativo, c)
A, Destatevi, o pastori, ecco il mattino,
2.1: (aria, Fa maggiore, 12/8)
A, Nei campi e nelle selve
3.1: (recitativo, c)
A, Tornerò fra le gregge
4.1: (aria, Re maggiore, 3/8)
A, Silvio amante disperato

Trascrizione del testo poetico

Destatevi, o pastori, ecco il mattino.
De ciel gli azzuri campi
L’alba già imbianca; e l’aria e il suol l’aurora
Con gigli e rose infiora.
Già sul colle vicino
Le cacciatrici ninfe
Affrettano del dì la messaggiera,
Impazienti della sua dimora,
E voi dormite ancora?
Provan già gli archi e pronte
Tese han le reti appo la selva e il fonte
Nerea, Fiorilla e Clori;
Destatevi, o pastori…
Ma destomi ..ah vaneggio! Dalla mia
Solitaria capanna
Sol l’infelice mia mandra riveggio;
E soffro la crudel guerra che fanno
Nel mio deluso core
Perduta libertade, Amor tiranno.

Né campi e nelle selve
Seguivo già le belve,
Pascevo il gregge ancor
Libero pastorel,
Libero cacciator;
Ora non sono più quello:
Perdei la libertà.
E quel ch’è peggio, oh Dio!
Come se il mio tormento
Colpa non sia di lei,
Mostrare al mio lamento
Clori non vuol pietà.

Tornerò fra le gregge
All’afflizione ed al silenzio in preda;
Poi delle fiere in traccia
Quel disperato per alpestri selve
Imprenderò la perigliosa caccia;
E senza tema, qual chi morte aspetta,
Su, le rabbiose più feroci belve
D’una belva crudel farò vendetta;
Gridero’ forsennato,
E ovunque volga i furiosi passi
Dirò: “D’ingrato amor quest’è l’effetto:
E se a pietà non mossi un bianco petto,
A pietà mossi almeno i tronchi, i sassi.”
Empia, e allor che mia morte al fin saprai,
Vieni e, sul tronco d’una quercia annosa,
Al cui piè giacerò, tu leggerai:

“Silvio, amante disperato,
Sfortunato cacciatore,
Infelice pastorello,
Per un core senza amore
Pure al fin cedendo al fato
Qui per sempre riposò.
Pastorelli, cacciatori,
Che passate ov’egli giace,
Gli augurate quella pace
Che la perfida sua Clori
Gli promise e gli mancò.”

Collocazione

Biblioteca
CH-Gpu — Genève, Bibliothèque de Genève (dalla scheda superiore)
Segnatura
Ms.mus.27/9

Immagini

Repertori bibliografici

Tappolet: p. 7

Bibliografia

Brunelli 1965: II, p. 742-743

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

Porpora, Nicola compositore
Metastasio, Pietro autore del testo per musica

Nella stessa raccolta