Di Giuseppe Avitrano

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
55
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Note

Il tit. si ricava dall’intitolazione

Descrizione analitica

1.1: (recitativo, c)
Pera chi d'onestade
1.2: (aria, do minore, 3/8)
Un occhio non avaro
1.3: (recitativo, c)
Se unita a cortesia
1.4: Largo (aria, sol minore, c)
Bella bocca se mostra un sorriso
1.5: (recitativo, c)
Quasi un pregio gradito
1.6: (aria, Mi♭ maggiore, c)
Beltà che non è amabile

Trascrizione del testo poetico

Pera chi d’onestade
Gentilezza nemica essere eredo
Et in rozza beltade
Chi trovar preggio alcuno avvien che pensi
Ha in petto un cor di fera e non ha sensi.
Un occhio non avaro
Un occhio un scherzo caro
Sol è affabilità.
Ne gl’antri e nelle selve
Può corteggiar le belve
Chi vuol rusticità.
Se unita a cortesia
non si da voglia onesta,
Dunque esclusa dal civile trattar
La donna fia.
Ah no, che l’empia idea
Di chi mal pensa
Non può turbar di civiltà le leggi,
Ne deve alma gentil cambiar tenore
Perchè alcun forse maligno avrà il core.
Bella bocca se mostra un sorriso
Non per questo a’ suoi baci ti chiama,
Quella gratia che scherza sul viso
E’ d’un alma cortese il bel segno,
E non pegno del diletto che forse si brama.
Quasi un preggio gradito
Diè natura beltade al senso imbelle,
E chi fia così ardito
Che il bel dono del Ciel tenta rubargli
Mentre gl’atti gentili cerca vietargli.
Beltà che non è amabile
Non si può dir beltà,
Ma il bel non è adorabile
Se cortesia non ha.

Collocazione

Biblioteca
I-Mc — Milano, Biblioteca del Conservatorio Statale di Musica "Giuseppe Verdi" (dalla scheda superiore)
Fondo
Noseda
Segnatura
B.23.17/2

Immagini

Repertori bibliografici

De Guarinoni 1897: 463, n. 5

Bibliografia

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

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