Cantata à Voce Sola del Sig.r Aless.ro Scarlatti
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Note
Tit. dall’intitolazione a c. 1r; a c. 1r in matita blu: 9; ultima p. vuota.
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Penso che non ho core
Penso al perduto amore
E piango e peno.
Chi sa che l’idol mio
Non cangi alfin desio
Ed or forse non stringa altri nel seno.
Infelice mio core
In tant’aspro dolore
Di fiera gelosia di lontananza
Come viver potrai
Torna piangi e sospira
Chiedi chiedi mercede
A tuoi martiri immensi,
Chi sa che un giorno Filli
Mossa a pietà del tuo sì mesto viso
Pianga nel pianger tuo, rida al tuo riso.
Deh riedi, e nel seno
Ritorni il sereno
La face gioconda
Del nume d’Amor.
Di Filli un sol guardo
Fa dolce quel dardo
Che piaga profonda
Ti fece nel cor.
Sì, sì rivolta il piede il passo errante
Ove l’idolo mio
Coi raggi del tuo bel rallegra il giorno
Ivi il suo bel desio
Palesi il core amante,
E chiedendo pietà, mercè ristoro.
Al mio nume dirò ch’io peno, e moro.
Peno, e moro per bella crudele
E amante fedele
La vuò sempre amar.
A dispetto di perfida sorte
Fra crude ritorte la voglio adorar
Sempre sempre la voglio adorar.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda singola