Or che una nube ingrata - I-MC, 5-B-19 a-l/8

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
13848
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Contralto e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Data
1735
Pubblicazione
Londra : s.n., 1735
Descrizione fisica
P. 45-52
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Descrizione analitica

1.1 : Adagio (aria, Sol maggiore, C)
Contralto e bc, Or che una nube ingrata
2.1: (recitativo, C)
Quando in quel fior
3.1 : Lento (aria, sol minore, C)
Contralto e bc, Senza il misero piacer
4.1: (recitativo, C)
M'intendi? Io tutto dissi
5.1: Andantino (aria, Sol maggiore)
Contralto e bc, Contemplare almen chi s'ama

Trascrizione del testo poetico

Or che una nube ingrata,
Del sol t’asconde i rai,
Quanta pietà mi fai,
Clizia infelice.

Quando in quel fior, che del tuo nome ha i fregi,
Si perdé tua beltade, e tua speranza,
Per unica mercede, e sol conforto
De’ tuoi teneri affetti,
Ti fu dal Cielo, e dal destin concesso
Il poter a tua voglia, almen dal suolo
Vagheggiar, nella sfera il tuo bel Nume,
Ma che? Misera al pari, o Ninfa, o Fiore
Oggi questo piacer, che sol ti resta
A te goder non lice
Or che una nube ingrata,
Del Sol t’asconde i rai,
Quanta pietà mi fai Clizia infelice.

Senza il misero piacer,
Di veder quel bel che adori,
Veggo languir tue foglie ah!
Perdersi tua beltà povero fiore.
Ed or che a me si toglie
Mirar la bella Irene,
Il suo smarrito bene,
Anche ne’ danni tuoi piange il mio core.

M’intendi? Io tutto dissi ahi qual tormento!
Sai tu bel fiore amante,
Sai tu Ninfa gentil che in lui t’ascondi,
Perché di tue sventure,
Perché de’ mali tuoi tanto mi duole?
Provo quelle in me stesso,
Questi in me stesso io sento Irene oh Dio
Irene ch’è il mio sol, Irene amata,
Che a me si tragge e’l di cui moto io sieguo
Veder non posso, ed il vederla almeno,
Era il solo piacer degl’occhi miei;
Questo è il solo pensier che somiglianti
Rende gli affanni tuoi ai danni miei
E rende i miei tormenti a’ mali tuoi;
Qual somiglianza oh Dio.
Tu la luce del Sol scorger non puoi;
Irene almen vedere, ahi, non poss’io.

Contemplar almen chi s’ama
È diletto dell’affetto
Se non è bella mercede
Del desir d’amante cor.
Se non è sfogo alla brama
È però premio alla fede
Bel ristoro è dell’amor.

Collocazione

Biblioteca
I-MC — Montecassino, Biblioteca dell'Abbazia
Segnatura
5-B-19 a-l

Immagini

Repertori bibliografici

Tipologia

Tipo documento
Musica a stampa
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

Porpora, Nicola compositore
Metastasio, Pietro autore del testo per musica