Cantata a voce sola per il traversiero, o violino / Del S.re Adolfo Hasse, detto il Sassone
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Pallido il volto, e umide le ciglia
Mesto pensoso e lasso
Portava Elpino addolorato il passo.
Io dalla mia capanna, Elpin gridai
Qual rio dolor t’affanna?
Ed ei Tirsi ripose: in questo giorno
Aprì gl’occhi a la luce
Clori ch’il sol diviso ha ne begl’occhi e porta
Sul vago amabil viso
L’anima mia colei ch’un dolce incanto
Amor la rende al canto
Ond’io che lungi or sono e non la miro
Mesto sempre così piango e sospiro.
Quando sarà quell’ora
Ch’io torni a vagheggiar
Chi tanto m’innamora
Col dolce sfavillar de suoi bei lumi.
Ah che pensando allora
Mia vaga pastorella
Convien ch’io pianga e mora e mi consumi.
Tirsi amico se mai
Fosse a te dato in sorte
Di rimirar colei
Ch’è la cagion dei dolci affanni miei
Allor che tra le Ninfe sue compagne
Ella siede che splende qual regina
Dei fiori in mezzo all’erbe
Tutto pien di stupore
In guardarla diresti
Qui regna la beltà qui regna amore.
Vedrai ch’amore
Su quel bel seno
Festeggia, e ride
Qual vago fiore
Ch’in prato ameno
Scherzando va
Ella s’appaga
De scherzi suoi
Sorride e poi
Sempre più vaga
Per me si fa.
Collocazione
Immagini
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Tipologia
Musica manoscritta
Scheda singola