Per la barcarola

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
13791
Titolo dell'opera

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Data
1650 – 1690
Redazione
S.l. : copia, 1650-1690
Descrizione fisica
c. 175r-186v (olim 171-182)
Presentazione
Partitura

Filigrana

Relazioni

Fa parte di

Note

Tit. dall'incipit poetico; iniziale ornata. 

Il brano, che porta in intestazione "Per la barcarola" è riferito a Orsola Scotti (Nina Barcarola)

Descrizione analitica

1.1: (recitativo e aria, la minore, c)
soprano, Pria che scotesse il sole
1.2: (recitativo, la minore, c)
soprano, Il sogno mio fu tale
1.3: (recitativo, Do maggiore, c)
soprano, Su la Galea pomposa
1.4: (recitativo-arioso, la minore, 3/2)
soprano, Ma seconda o d’amor

Trascrizione del testo poetico

Pria che scotesse il sole
Le tenebre gelate
Dalla terrestre mole
Con ciglia addormentate
Stavo in braccio al riposo
Quando sogno improvviso a me comparve.
Sparso d’onda letea cinto di larve,
In mezzo a un porto ondoso
Ch’aver suol per Nettuno un Marte audace
Su nave adorna di regali arnesi,
D’Asia il Langravio eroe
Veder mi parve prencipe glorioso,
Che di quel bianco segno
Il petto mi fregiò per cui dal Trace,
Trema in mar più d’un legno e da sua voce
Io questi detti intesi:
Duce d’armato pin fart’io disegno
Segui lo scettro mio,
Che della squadra ha generale impero,
E qui tacque e spario.
Ma il sogno menzognero
Ben trascorrer mi fa leghe infinite
Senza ch’io mova un passo
Pe i campi d’Anfitrite,
Tosto in levante io passo.
Qui Traci innumerabili
Ch’in tanti legni ondeggiano del mar
Pe i campi instabili
I Guerrieri di Xerse in mar pareggiano
La nostra poca armata ove ricorrere
Non sa di tante vele
Al rischio espostasi,
Perché lassa ha la ciurma e lent’al correre,
L’altra più fresca in cento voghe accostasi
Grida intanto un Bascià sangue diffondasi,
Ogni vascello affondasi
Croci ch’in petto a lor tanto risplendono,
Perché di Bini ai rai del sol biancheggiano,
Gli sguardi miei quasi comete offendono,
Su formarmi un turbante
hor si veggiano e qui nel stretto assedio
Di tante Navi ch’a me intorno cinsero
Dar non potei rimedio
All’abbondo già fatto e il legno cinsero.
All’hor in mezzo alla sanguigna guerra
Scorgo fanciullo che parea un Dio,
A cui mi rendo e me gli getto a terra,
O qual da me provossi
Perdita lieta e prigionia felice,
Qui dall’Eoa pendice
Involandomi il sonno il sol destossi.

Il sogno mio fu tale, ahi lasso appunto
All’hor ch’egli gridommi
Nel dolce albergo d’una Dea terrena,
Ch’al primo sguardo sol il cor legommi
D’amorosa catena,
All’hora io dissi, hor sì che m’è palese
Il fanciullo sognato
Tiranno sì cortese
Esser altrui non può ch’amor alato.

Su la Galea pomposa
Dov’io restai già preso
Nella guerra amorosa,
Orsola ch’ha negl’occhi il sol acceso,
Orsa che sbrana i cuori,
E di picciola barca ha il bel cognome
L’emblema fia de miei sognati amori
O navicella amata,
Che per tue vele hai le dorate chiome
Schiavitù fortunata
Sarà sempre la mia nel tuo bel seno,
Non i rustici suon di turbe immonde
S’ascoltan dentr’alla tua bella mole
Ma l’armonie gioconde,
Che san fermar ad ascoltarle il sole.

Ma seconda o d’amor propitia stella
Questo mio voto almeno
Di barchetta sì bella
Che con rai di beltà tutta riluce
Fa ch’un giorno sol io mi chiami il duce.

Collocazione

Biblioteca
I-Rc — Roma, Biblioteca Casanatense (dalla scheda superiore)
Fondo
Baini
Segnatura
Ms. 2479/21

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Bibliografia

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

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