Sovra d'un erto poggio - I-MC, 1-C-9/1 a-f (olim 124-B-12)/3
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Sovra d’un erto poggio
A’ piè di cui correva
Con acque cristalline
Il tranquillo Sebeto
Un dì sedea Dameta
E ravvisando fra sé
Suo felice amore
E della vaga Filli
I portamenti alteri
E articolando al suon
D’ armoniose corde
I suoi più dolci accenti
Felice mio core
Che speri di più
Amando godendo
Sì vaga beltà.
Brillami in petto
Di gioia su su
Ch’amante più lieto
Di me non sarà.
Nel mio petto regn’amore
Con pregiata fedeltà
Tormenti sparite
Sparite su su
Felice mio core
Che speri di più.
Nel gran regno d’amore
Goder felice amante
Hor non vede
Che non prova d’amor le crude tempre
Io sol fra quello stuolo
Del picciol nume alato
Posso dirmi beato
Son ferito è ver nel petto
Da quei lumi del mio tesor
Ma la piaga m’è sommo diletto
Se pur Filli è piagata nel cor.
Fu dolce quel dardo
ch’il cor mi piagò
D’un solo tuo sguardo
contento sarò.
Fortunato quel dì
Ch’al tuo sì vago volto
S’affissero i miei lumi
Onde volse così il dio d’amore
Ch’in un medemo istante
Io ferito tu amante.
Vorrei sempre haver nel core
Quella piaga che amore mi dà
E nel seno immenso l’ardore
Che m’accende sì vaga beltà.
Capace il cor non è di tante gioie
E da sì vero affetto
Sento struggermi ogn’hor il cor del petto
Ed a’ miei felici amori
Altro sperar non posso
Che vagheggiando
Goder idolo mio.
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Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore