Stanco Adone in Cipri arriva - I-Rc, Ms. 2479/11

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
13777

Organico

Organico sintetico
1V,1str.
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Data
1650 – 1690
Redazione
S.l. : copia, 1650-1690
Descrizione fisica
c. 111r-118v (olim 107-114)
Presentazione
Partitura

Filigrana

Relazioni

Fa parte di

Note

Tit. dall'incipit poetico; iniziale ornata

Descrizione analitica

1.1: (recitativo-arioso, re minore, 3/2)
soprano, Stanco Adone in Cipri arriva
1.2: (recitativo-arioso, re minore, c)
soprano, Venere che raggira
1.3: (recitativo, re minore, c)
soprano, Sonno quieto
1.4: (aria, Mi maggiore, c)
soprano, Emula di quel vento

Trascrizione del testo poetico

Stanco Adone in Cipri a riva
Stese il fianco
In Seno herboso,
E dal cielo che bolliva
Vasto platano frondoso
Difendeva il suo riposo.

Venere che raggira
Per quella selva amena
Il piè ridente
Tosto che mira
Come balena la beltà
Di quel volto arde repente
E Cupido che mostri
Usar qui vuole
Fa la stella d’amor
Preda d’un sole
Pallida il mira
La bella Venere
E poi sospira
Sovra foco si bel fatta di cennere
E dice: oh dio, oh Dio
Da qual parte ha mosso
Il piè tal beltà
Nel regno mio oh Dio, oh Dio
Venne dal ciel
Ohimè no ch’in ciel non è

Sonno quieto intanto
Lega i sensi al fanciullo
E benché dorma
Su le chiuse pupille
Ogni saetta per la guancia diletta
Empie alla diva amante il sen di strali,
Che per volarle al core
Da volto senza piume
Hebbero l’ali
Non sa che far la dea,
Che pasto altrui ciglio,
Nelle viscere sente amor
Suo figlio

Emula di quel vento innamorato
Il cui fiato scherza
Intorno al volto adorno
Vorria con baci ardenti
Far morir su quel volto
I suoi tormenti
E quasi il piè movea
Spinta da ciechi ardori
Ove scorgea un april di beltà
Dormir tra fiori
Ma sospettosa tema
Di svegliar [ill.]
Ancor sua fuga
Le sospende in camino
Il piè che trema,
Ed intanto pallida
Il mira la bella Venere,
E poi sospira sovra foco
Si bel fatta di cenere
Più da la anima rea
Vissuto il timore
Verso [ill.] s’incamina
Quando armata d’aspra spina
La rosa che per vergona
Di fallo era arrossita
Prima che fosse ancora
Dal sangue colorita fera
Di punta cruda
All’impudica Dea
La pianta igniuda
In doglia fiera
Così per poco tramortì
La rosa ch’a lei
Le gioie invola
Pensar le fa!
Sui labri scolorita
Una viola imparate
Incauti amanti
A fuggir vana beltà
Che l’infelici pianti
Genitrice feconda
Alfin sarà
E vi mostri in tal dì
Venere esangue,
Chi per la via d’amor
Si versa il sangue

Collocazione

Biblioteca
I-Rc — Roma, Biblioteca Casanatense (dalla scheda superiore)
Fondo
Baini
Segnatura
Ms. 2479/11

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Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

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